Memorie del sottosuolo di Fëdor Dostoevskij, 1864

Mi divertivo a spaventare i passeri, tanto per ammazzare il tempo.

TEMPO DI LETTURA TRE MINUTI E MEZZO, QUATTRO PER CHI E’ PIU’ LENTO

In questo denso, pesante ma appassionato monologo, Dostoevskij scolpisce un ritratto indimenticabile di uomo infelice perché afflitto dalla coscienza: vera malattia dell’anima!

Certo Svevo non si è dimenticato di questa lezione ne La coscienza di Zeno.

La coscienza porta il protagonista di Dostoevskij a riflettere e a considerare che della storia universale si può dire tutto, tranne che sia ragionevole.

Più l’uomo vorrebbe aspirare al bello e al sublime, più la sua smania di libertà lo porta a rotolarsi nel fango. Vorremmo che due più due facesse quattro, ma non è così. Può fare anche cinque, se siamo in preda ai capricci di uno spirito che vive nella solitudine del sottosuolo o nella vanità di una vita insensata e vanesia.

L’uomo del sottosuolo, per sfuggire al martellante discercimento, non è riuscito neanche a diventare insetto.

Solo Gregor Samsa subirà questa sorte, eppure Kafka, che ne La metamorfosi prende spunto da Dostoevskij, al suo scarafaggio lascia ugualmente la coscienza ovvero quella consapevolezza che lo porterà alla morte per la disperazione di non essere più accettato dalla sua famiglia.

Il protagonista di Dostoevskij, che un tempo faceva l’impiegato nella gigantesca e anonima burocrazia russa, si definisce un antieroe – perché gli eroi sono buoni – lui invece è cattivo, incapace di azioni altruiste.

È insensibile e senza famiglia. Anaffettivo.

Vive nel tormento delle sue contraddizioni: talvolta si sente superiore all’umanità sciocca e disprezzata che lo circonda, altre volte ne mendica la considerazione, anche a costo di rendersi ridicolo, pur di essere accolto, ascoltato, apprezzato da quegli stessi individui che, in altri momenti, deriderebbe.

Così vive in un sottosuolo dell’anima, ma che è anche fisico, in una tana dove rifugiarsi quando si sente braccato e dove può provare ad anestetizzare la sua angoscia solo leggendo libri e scrivendo le sue memorie.

L’infelicità di vivere, il pianto, le convulsioni, gli attacchi isterici nascono dall’odio che lui prova per se stesso e per tutta l’umanità.

L’uomo del sottosuolo è incapace di amore. Non può concepire un sentimento in cui lui non tiranneggi e domini l’altro.

O si è vittime oppure carnefici. O si umilia o si è umiliati.

Quando è rinchiuso nel suo nascondiglio, la lettura lo delizia, lo commuove, lo tortura, ma certe volte lo annoia: ecco, allora, che diventa irrequieto e deve stordirsi con una dissolutezza e un’abiezione di cui poi si vergogna, ma non si sente degno di altro e, anzi, da questa ignominia ne trae quasi un godimento, poichè in fondo all’anima non ha che il sottosuolo: odio, rancore, frustrazione, tormento e angoscia per una condizione di vita che non lascia spiragli, ma causa il mal di fegato, da cui, però, è inutile curarsi. La malattia dell’anima condiziona anche il corpo.

Ogni tentativo di riscatto della sua esistenza disperata è inutile.

La prostituta Liza, che lui ha incontrato in un postribolo e a cui, per malignità, ha fatto intendere una possibilità di vita diversa insieme a lui, gli fa sperimentare sempre di più la sua soddisfazione ad umiliare le creature più deboli, quelle su cui riversare la rabbia di quell’umiliazione che gli infliggono i più forti.

Ma solo nella donna Dostoevskij vede una possibilità di grazia.

La ragazza era venuta da lui per amarlo giacché per la donna proprio nell’amore è racchiusa la resurrezione e la salvezza da ogni perdizione, e anzi non c’è resurrezione possibile senza di esso.

In questo piccolo ma grande libro troviamo già tutti i temi dei suoi futuri capolavori: l’ansia di una libertà che non sia malvagia, la disperazione dei meandri sotterranei della coscienza, la forza dell’amore che riscatta.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. marisasalabelle ha detto:

    Dostoevskij è il più grande

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    1. Silvia Lo Giudice ha detto:

      Davvero grande, ma a Londra, dove ero per lavoro e lo leggevo mi hanno guardata storto. Chissà perché?! 😂

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